Si chiamavano ''Terme dei lavoratori'' ed erano uno dei più grandi stabilimenti termali pubblici d'Europa.

Ventuno anni fa furono dismesse dall'Inps, che le avevano gestite fin dall'istituzione. Da allora, la riapertura dell'impianto è stata parte integrante di tutti i piani di sviluppo della Tuscia elaborati da sindacati, associazioni di categoria e dei programmi elettorali di tutti i partiti.

Nel 2005, a 13 anni dalla chiusura, con un emendamento alla legge finanziaria dello Stato, lo stabilimento ex Inps fu assegnato al 100% e ''senza oneri'' al Comune di Viterbo. Ma la Regione Lazio reclamò a sé il controllo dell'impianto. A fine 2006, il Comune di Viterbo presentò ricorso al Tar contro le pretese regionali e ottenne parzialmente ragione. I giudici amministrativi stabilirono infatti che la Regione non poteva attribuirsi l'esclusiva titolarità dello stabilimento. Da allora e fino all’estate 2011, la vicenda è rimasta impantanata nei sabbiosi cassetti della giunta regionale, mentre Palazzo dei Priori stava a guardare. Finalmente, nel luglio 2011 fu trovato un accordo salomonico: Regione e Comune si accordarono per spartirsi al 50% l’impianto. L’intesa fu formalizzata il 22 dicembre successivoi. Il documento prevedeva che, entro gennaio 2012, fosse costituzione di una società a responsabilità limitata cui assegnare le ex terme Inps. La Srl, a sua volta, avrebbe dovuto indire una gara d'appalto a livello europeo per la gestione dello stabilimento.

Ora, qualcosa sembra finalmente muoversi. Il bando europeo è pronto e sta per essere esaminato dalla commissione competente...

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